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Nessun'altro disegno simbolico al mondo è più universale del MANDALA.
Compare in periodi e culture diverse, come ad esempio nel primo Medioevo con i mandala cristiani rappresentanti il Cristo al centro ed i quattro evangelisti, o i loro simboli, ai quattro punti cardinali.
Troviamo figure mandaliche anche nei rosoni delle chiese, nei labirinti, nelle forme di diversi templi, come pure nei siti etruschi e romani. Non viene fatta eccezione nemmeno per la natura; ne troviamo esempi nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, su nel cielo. |
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Secondo Carl Gustav Jung... |
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Secondo lo svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961, studioso di psicologia occidentale) nei periodi di tensione psichica, l'insorgere spontaneo di raffigurazioni mandaliche delinea come l'ordine imposto da un'immagine circolare compensi, attraverso la costruzione di un punto centrale al quale ogni cosa sia correlata, il disordine e la confusione dello stato psichico.
L'organizzazione di queste forme geometriche in rapporti e in relazioni che evocano la struttura dei mandala, ha portato Jung a ritenere che il mandala costituisca un fatto psichico autonomo, caratterizzato da una fenomenologia che si ripete sempre e che è identica ovunque. Un sistema implicito di conoscenze ereditato e, dunque, non acquisito attraverso la propria esperienza personale.
Sono definiti modelli di comportamento innati e fattori di organizzazione propri del genere umano. |
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